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Per chi se li fosse persi
17 Ott 2018

Per chi se li fosse persi

Post by Maurizio

Una prima (e non unica) selezione di alcuni testi che, per i temi trattati e per la brillantezza con cui sono esposti, meritano di essere condivisi.

 

 

Auguri digitaliQuegli auguri digitali senza passione

da “Sette”

Ormai il rito consiste soltanto nell’inviare un lapidario “Buon compleanno” o un asciutto “Auguri”, magari nella versione più euforica “Auguriii!!!”, con icone varie a corredo.

Una riflessione su come la prassi invalsa di mandare auguri via chat o con messaggi sui Social Network si riduca spesso a formule vuote prive di un contenuto realmente emotivo.

 

 

Regalo libroRegalare libri è una dichiarazione di guerra

da “Internazionale”

Una lettrice s’interroga sul perché i libri che ha regalato, nonostante gli sforzi profusi nella ricerca del volume perfetto, spesso non siano stati apprezzati dai destinatari.

La risposta sta nell’analisi del significato nascosto in ogni dono: come un cavallo di Troia, anche nel più innocuo pacchetto si annida un elemento ostile, ossia l’idea che abbiamo dell’altra persona.

Idea che può essere vissuta come una dichiarazione di guerra.

 

 

CreativitàMi fido di te, creativo

da “Il Post”

Le lucide e appassionanti considerazioni di un vero creativo su questa figura professionale ancor oggi ingiustamente sottovalutata.

Eh già, perché il creativo non lavora come gli altri, può scervellarsi per ore senza cavare un ragno dal buco e poi trovare un’idea in cinque minuti, magari sotto la doccia. E sembra fare cose “che anche un bambino”.  Ma…

 

 

Bias cognitiviBias cognitivi: cinque modi veloci per ingannarsi da soli

da “Nuovo e Utile”

Che cos’è un “bias cognitivo”?

Anche se sembra un concetto astruso, è probabile che quotidianamente tutti noi ne mettiamo in atto qualcuno.

In breve, si tratta di una distorsione nella valutazione della realtà, dovuta a un pregiudizio, che ci porta a decisioni sbagliate.

Ad es., avete presente quando, nel gioco della roulette, ci si convince erroneamente che, dopo una sequenza di numeri rossi, debba per forza uscire quello nero?

Ecco, questo è solo uno dei vari bias cognitivi esistenti…

 

 

LegamiL’importanza dei legami deboli nelle reti sociali
da “La Stampa”

150, il c.d. “numero di Dunbar”, è considerato come il limite massimo delle relazioni sociali che un essere umano riesca a gestire.

Tra queste, vi sono i legami forti (la cerchia ristretta composta da familiari e amici significativi) e i legami via via meno intensi (dalle persone che si contattano periodicamente ai semplici conoscenti).

Ma anche i legami deboli hanno una certa importanza.

 

 

 

Credits

Cover photo by G. Crescoli

Photo 1 by Viktor Hanacek

Photo 2 by Daria Shevtsova

Photo 3 by Tim Mossholder

Photo 4 by modern.affliction

Photo 5 by Clint Adair

 

 

 

 

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