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“Fa’ quello che ti dico” (così parlò la To-do list)
3 Nov 2017

“Fa’ quello che ti dico” (così parlò la To-do list)

Post by Maurizio

Ci sono liste di tutti i tipi, dalla classica lista della spesa a quella di nozze, dall’elenco delle cose da mettere in valigia a quello dei buoni propositi.
E poi c’è la lista civica, quella nera, la Schindler’s List…

Tra tutte, la lista che utilizzo di più è la “To-do list” giornaliera, la serie dei compiti da portare a termine in un determinato giorno.

To-do listNessuna app in circolazione, seppur valida e gratuita (come Wunderlist, utilizzata per qualche tempo) è ancora riuscita a farmi desistere dall’usare carta e penna, e ciò per un paio di ragioni:
scrivere stimola la memoria visiva e mi aiuta quindi a ricordare meglio, e in più non c’è soddisfazione maggiore che depennare ad una ad una le voci elencate.

Per stare in tema, ecco quindi una breve lista di motivi per stilare una To-do list, un rito quotidiano fatto di poche, semplici ma fondamentali regole.

 


1. Verba (et memoria) volant, scripta manent

Nella pletora di pensieri che mi vorticano in testa, una lista ordinata, da tenere sempre sott’occhio, ha innanzitutto lo scopo principale di dare concretezza all’immaginario, per sua natura parecchio evanescente.


2. Less is more

Non si riesce quasi mai a fare tutto quello che si ha in mente, su questo siamo tutti d’accordo.

E allora, per essere efficace, una lista deve contenere solo obiettivi realizzabili, anche pochi (4 o 5), ma
comunque ben scelti sulla base di una stima realistica del tempo necessario per concludere ogni singola attività.

Di solito prevedo un po’ più di margine nel caso di possibili imprevisti o di altre persone coinvolte in quel determinato compito.

Solo elencando il verosimile da farsi si può arrivare a fine giornata soddisfatti per i risultati raggiunti e motivati ad affrontare nuovi impegni.


3. Scritto = Fatto (o quasi)

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ma tra il compilare una lista e il completare tutti i suoi punti
il passo è quasi sempre molto breve.

Radunando in unico scritto le cose da fare ci si impegna con se stessi a interrompere i continui rinvii
assegnando una priorità ad un insieme di faccende segnate su agende, calendari e smartphone o disseminate su
foglietti adesivi multicolor.

Poi può succedere (e puntualmente succede) che, per un contrattempo, stanchezza o malavoglia, alla fine una voce della lista resti in sospeso.
Ma per me quel compito va svolto il giorno successivo o comunque entro la settimana in corso.

Eccetto quando…


4. De nuevo tu

È quell’incombenza che torna ciclicamente sulla lista perché rimandata di continuo.

Capirne i motivi è materia che esula dall’oggetto di questo post e dalle mie competenze, qui ci vuole uno
bravo!

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